Agricoltura

L’agricoltura biologica, tra sostenibilità, sicurezza alimentare e benessere

Negli ultimi anni il sistema agricolo mondiale si è trovato di fronte a una serie di grandi sfide che vanno dall’emergenza climatica fino alla sicurezza alimentare. In questo scenario emerge con forza crescente la consapevolezza dell’impatto dell’uomo sui cambiamenti climatici, sugli ecosistemi e anche sul cibo. La maggior parte dei Paesi del mondo sta iniziando a vedere l’agricoltura biologica come una possibile alternativa per mitigarne gli effetti.

Anche se si tratta di una pratica tutt’altro che recente, l’agricoltura biologica ha registrato un incremento, sia dal lato della domanda che dell’offerta, durante la pandemia, principalmente a causa delle interruzioni nelle catene di approvvigionamento. Secondo la FAO, 187 Paesi praticano una qualche forma di produzione biologica, con un totale mondiale di circa 72 milioni di ettari in gestione biologica ufficiale e certificata. Si tratta ancora solo dell’1,5% dei terreni agricoli coltivabili del pianeta, ma l’interesse in questo tipo di produzione continua a crescere, spinto da una maggiore attenzione alla trasparenza della filiera e alla provenienza, sempre più locale, del cibo e alle mutate priorità dei consumatori verso un’alimentazione più sana.

Ma l’agricoltura biologica è effettivamente più sostenibile? Gli stessi cibi biologici sono più sani rispetto a quelli prodotti attraverso un tipo di agricoltura convenzionale? E che ruolo gioca la sicurezza alimentare in un contesto produttivo sempre più de-globalizzato e tendente ad una produzione di tipo locale? Sono questi gli argomenti discussi dagli ospiti e dagli esperti protagonisti del settimo episodio di Global Trends, il format di BKT Network dedicato alle macro-tendenze che caratterizzano l’agricoltura mondiale.

“Non ci sono abbastanza dati per poter provare che le differenze tra gli alimenti biologici e quelli prodotti attraverso l’agricoltura convenzionale siano tutte significative per la salute umana. La differenza fondamentale per un individuo è la varietà degli alimenti che compongono la sua dieta. Il livello di vitamine e minerali nei raccolti può effettivamente variare, ma la differenza sta più nel tipo di vegetale che nella pratica agronomica”, spiega Barbara Bray, Funzionario onorario per gli Affari internazionali presso la Nutrition Society e co-presidente della Oxford Farming Conference 2022.“Anche il sistema di etichettatura gioca la sua parte. I consumatori sono sempre più confusi dal ‘rumore’ delle etichette di marketingche enfatizzano alcuni aspetti a discapito di altri. Il focus, ed esempio, è sulla provenienza etica del cibo, questo però non significa necessariamente che sia biologico.”

L’agricoltura biologica ha sicuramente portato alla consapevolezza che la produzione alimentare necessita di un sostanziale cambiamento del suo impatto sull’ambiente. “Gli agricoltori e i consumatori stanno diventando più consapevoli dell’impatto che la gestione del suolo ha sulla salute del pianeta, e quindi sulla loro salute personale. Si può non essere d’accordo su quale sia l’effettiva alternativa, ma l’agricoltura biologica, e quella rigenerativa, hanno sicuramente acceso un faro di luce sul problema. E tutti hanno percepito il bisogno di cambiamento” ha detto Jeff Moyer, Chief Executive Officer del Rodale Institute. “La pandemia, in particolare, ha rafforzato la necessità di disporre di cibo prodotto localmente e più sano. Questo è maggiormente vero per le nuove generazioni che si chiedono sempre più come vengono prodotti gli alimenti che consumano e quali effetti hanno sulla loro salute.”

Il suolo è un elemento chiave di questa spinta verso il biologico, dal momento che sostanzialmente non è una risorsa rinnovabile. La velocità di degradazione può essere rapida, mentre i processi di formazione e rigenerazione sono molto lenti. “Bisogna invertire la rotta” sostiene Roger Kerr, Chief Executive di Organic Farmers and Growers e trustee dell’Organic Research Centre. “Il nostro sistema alimentare si basa su risorse finite. Abbiamo raggiunto il limite in termini di utilizzo di sostanze chimiche. C’è un vero bisogno di cambiare il modo in cui produciamo il cibo e il biologico è uno di questi – anche se non l’unico. Di vera ispirazione è poi il fatto che nell’agricoltura biologica troviamo una naturale propensione all’innovazione, un atteggiamento progressista per vincere le sfide dovute a normative stringenti e trovare soluzioni alternative. Per questo motivo è aumentato anche il dialogo tra agricoltori che scambiano idee e si confrontano.”

L’agricoltura biologica ha anche e sicuramente portato a una maggiore consapevolezza di quello che si va a produrre e consumare. A dare il suo punto di vista a questo proposito è Cristina Micheloni, dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica: “In Italia la produzione biologica è a buon punto – corrisponde al 16,6% dell’agricoltura nazionale – ma molto viene destinato all’export. Deve decisamente migliorare il consumo di prodotti biologici. E non solo qui. Per raggiungere obiettivi globali importanti dobbiamo assolutamente cambiare le nostre abitudini alimentari: ridurre il consumo di prodotti di origine animale e ridurre gli sprechi. Attualmente buttiamo un terzo di quanto produciamo! E dobbiamo anche ‘spingere’ il biologico sempre di più nella filiera alimentare. Solo così possiamo arrivare a utilizzare la produzione biologica su scala globale, sfamare 10 miliardi di persone, senza dover ampliare ulteriormente la superficie coltivata.”

Questa maggiore consapevolezza ha evidenziato quanto siano profondi i legami tra produzione e consumo di cibo. Le scelte d’acquisto influenzano il sistema di produzione, e di conseguenza l’ambiente. Secondo gli esperti, la domanda di cibo biologico sarà destinata ad aumentare, necessitando, al contempo, di un maggiore dialogo con l’agricoltura di tipo convenzionale. Il fabbisogno alimentare globale richiederà un tipo di agricoltura ibrida, unendo il meglio della produzione biologica a tecniche e pratiche di altre metodologie.

A questo link è disponibile l’intera puntata: https://www.bkt-network.com/organic-farming

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